60% Cogenera Italia – Gruppo Regalgrid
40% Femosan – Gruppo Femogas
Previsti oltre 5,5 MWp d’installazioni fotovoltaiche su tetto, di cui oltre la metà della produzione al servizio delle CER al 2026, senza intaccare il suolo agricolo. Coinvolte circa 40 imprese agricole del vicentino che forniranno elettricità pulita e a basso costo per cittadini ed imprese tramite una comunità energetica
La timeline circa la capacità produttiva che è stata fissata prevede l’installazione di 3 MWp al 2025 e 5,5 MWp al 2026. La prospettiva al 2025 prevede una produzione di 3,5 milioni di kWh che saranno forniti a una platea di 3.000 cittadini consumatori residenziali e riguarda 40 aziende agricole dell’area del vicentino, dove sono già state individuate le cabine primarie necessarie allo sviluppo delle CER
CER agricola, al fine di sfruttare al massimo tutte le opportunità offerte dalle fonti rinnovabili e da utilizzarsi nei contesti di comunità già esistenti in quanto BioCER ha come obiettivo quello di coinvolgere come parte attiva nella costituzione delle CER le aziende agricole sviluppando ex novo impianti fotovoltaici sulle coperture delle aziende stesse, senza sottrarre metri quadrati alle aree dedicate alle coltivazioni agroalimentari. Si tratta di un’attività che può coinvolgere anche chi ha già impegnato parte delle coperture per la realizzazione di impianti con il bando agrisolare, in quanto i progetti sviluppati da BioCER saranno gestiti in maniera autonoma.
Coinvolte circa 40 imprese agricole del vicentino che useranno il fotovoltaico, con il bando agrisolare del PNRR, per soddisfare le proprie esigenze, mentre i progetti sviluppati da BioCER saranno utilizzati all’interno delle CER, creando così valore aggiunto per i territori sui quali insistono e aiutandoli nel processo sia di decarbonizzazione, sia di rafforzamento della coesione sociale. Molte delle aziende hanno attività già consolidate e legate al suolo, grazie alla loro produzione agroalimentare. Il progetto si innesta e completa un circolo già virtuoso in quanto lascia intatta la vocazione primaria dei terreni, ovvero l’attività agricola, andando ad abbinare queste produzioni con quella elettrica solare, su tetto, e alla condivisione di energia in CER.